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Paolo Sandulli: Il Custode della Memoria della Costiera Amalfitana

Paolo Sandulli: Il Custode della Memoria della Costiera Amalfitana

Scopri le opere di Paolo Sandulli, scultore e pittore di fama internazionale. Le sue Regine del Mare e i ritratti dei pescatori custodiscono l'anima autentica della Costiera Amalfitana all'Hotel Margherita.

Esiste un luogo in Costiera Amalfitana dove il tempo sembra sospendersi, dove l'argilla diventa poesia e i volti dei pescatori si trasformano in memoria collettiva. Da oltre trent'anni, Paolo Sandulli vive e crea a Praiano, custodendo attraverso la sua arte l'anima più vera di questi luoghi.

All'Hotel Margherita, le sue opere sono state tra le prime ad entrare nella nostra Margherita Art Collection, una testimonianza del profondo legame tra l'hotel e un artista che ha fatto della Costiera la sua musa e il suo rifugio.

Un Viaggio attraverso l'Arte: Da Avellino al Mondo

Nato ad Avellino nel 1949, Paolo Sandulli ha seguito un percorso di formazione straordinario: dal diploma in pittura con il Maestro Gentilini a Roma, ai cinque anni trascorsi a La Ruche di Parigi – la storica residenza-studio che aveva ospitato giganti come Chagall, Soutine, Archipenko e Viani.

"In quel periodo mi concentravo solo sulla pittura e ho avuto la fortuna di esporre i miei lavori in alcune gallerie parigine", ricorda Sandulli. Ma fu grazie agli artisti parigini che frequentavano regolarmente Positano che scoprì questa terra che avrebbe cambiato per sempre la sua vita e la sua arte.

Il rapporto con la Costiera Amalfitana era iniziato nel 1965, quando giovane aspirante artista arrivò a Praiano nella casa di vacanza della sua famiglia. "Praiano aveva ospiti che vivevano tutto l'anno qui, artisti di ogni nazionalità", racconta. "È stato fonte d'ispirazione per me, la capacità di relazionarsi con tante fonti diverse". Dopo anni divisi tra Napoli, Bergamo e Parigi, nel 1993 Sandulli sceglie definitivamente Praiano come sua dimora, dedicandosi alla scultura e alla terracotta.

Le Regine del Mare: Un Omaggio al Rinascimento e alla Bellezza Mediterranea

Le opere più iconiche di Sandulli sono senza dubbio le Regine del Mare: busti femminili in terracotta coronati da spugne marine variopinte che sembrano capigliature esuberanti e selvagge. Ogni scultura ha un nome, una personalità, una biografia propria.

L'ispirazione nasce da un incontro folgorante: "La serie è il mio tributo a Eleonora D'Aragona che vidi a Palermo ritratta nell'opera di Francesco Laurana. La sua bellezza mi stregò e io mi dissi che dovevo fare delle signorine preziose, delle regine del mare". Francesco Laurana, scultore dalmata del XV secolo, aveva creato busti femminili della corte aragonese di Napoli che distillavano un ideale astratto di bellezza femminile.

Ma Sandulli aggiunge qualcosa di unico: l'ironia e la modernità delle spugne marine. "Quando misi in testa la spugna alla prima signorina, mi parve di cogliere un sorriso di approvazione, l'opera finalmente era completa. Questa donna mi stava parlando".

In quelle figure Sandulli rivede sua figlia Giuliana e sua madre, ma anche una bellezza tipicamente mediterranea: "Sono donne dai fianchi larghi, dai piedi paffuti e dalle braccia un po' cicciotelle. Sono simbolo della femminilità e della fertilità. Sono le custodi della vita, le uniche capaci di donarla".

Il Primo Contatto con l'Argilla e il Maestro Franchini

Fu proprio a Praiano che Sandulli scoprì l'argilla. "Io non avevo mai lavorato con l'argilla, ma vivendo qui diventai molto amico di Antonio Franchini, famoso ceramista della zona. Fu lui che mi insegnò le tecniche della ceramica". Con il tempo, da solo, iniziò ad aggiungere i volumi e la tridimensionalità che con la pittura non poteva esprimere.

Questa evoluzione dalla pittura alla scultura non fu un abbandono, ma un'espansione del linguaggio artistico. Ancora oggi Sandulli torna alla pittura – il suo "grande amore" – alternandola all'argilla e alle spugne, in un dialogo continuo tra bidimensionalità e forma.

I Pescatori di Positano: Recuperare la Memoria

Tra le opere più significative di Sandulli c'è una serie dedicata ai pescatori di Positano, ispirata dal lavoro del suo amico Michele Theile. Theile, nato a Positano nel 1935 da genitori tedeschi ebrei rifugiati in Italia durante il nazismo, aveva realizzato affreschi per i locali della zona, in particolare presso il Ristorante Il Caporale, con scene di pescatori e vita marinara.

"Michele dipinse un soffitto che amavo particolarmente", racconta Paolo. "Cominciavano già a scomparire i pescatori da Positano all'epoca". Prendendo ispirazione dall'amico e dai documenti che conserva su quegli affreschi, Sandulli ha creato una serie di sei grandi quadri dedicati ai pescatori di Positano. "È fondamentale recuperare la memoria in questi luoghi turistici, ritrovare i motivi originari e autentici dell'identità locale".

Quest'estate l’artista si augura di esporre queste opere in una location speciale del territorio della costiera e anche a Napoli, all'Istituto Dohrn dedicato al mondo dei mari – un riconoscimento che sottolinea quanto il suo lavoro vada oltre la dimensione locale per toccare temi universali di memoria e identità.

Le Opere all'Hotel Margherita: Un Incontro di Sensibilità

Le opere di Paolo Sandulli presenti all'Hotel Margherita raccontano storie e mondi. Tra le prime acquisite da Andrea e Suela, i nostri padroni di casa al Margherita, c'è il ritratto di Luciano De Crescenzo con il cappello, parte della serie "Uomini col cappello" – una collezione di personaggi che hanno amato profondamente la Costiera Amalfitana: Rudolf Nureyev, Eduardo De Filippo, il musicista Wilhelm Kempff (oggi ricordato dalla Fondazione Orpheus), e altri intellettuali che hanno portato il mondo in questi luoghi.

"Il messaggio di questa serie è fare tanto di cappello a chi ha scelto la Costiera come casa del cuore", spiega Paolo. Gore Vidal, che portò in Costiera personalità come Jacqueline Kennedy e Bill Clinton, fu tra questi grandi divulgatori.

Presenti in hotel anche i motivi presepiali, sia nelle sculture con le spugne che nei quadri: scene di vita quotidiana dove Sandulli dimostra la sua predilezione per raccontare storie attraverso la scultura, piuttosto che sviluppare forme fini a se stesse. Un approccio che lo allontana dal concetto moderno della scultura astratta per riavvicinarlo alla tradizione narrativa napoletana.

Altre opere includono un ritratto della nostra Suela in un vaso realizzato per i giardini di Palazzo Murat, scene di pescatori che giocano a carte, il vaso dei due tuffatori, e una sirena pescata da un pescatore che non si accorge di aver catturato una creatura mitologica – metafora perfetta del rapporto tra realtà e leggenda in questi luoghi.

Ci sono anche quadri con schizzi della Costiera retrò – vedute dall'alto di Furore, Atrani, Praiano che raccontano il primo turismo, quando la Costiera era ancora un segreto condiviso tra artisti e viaggiatori visionari.

Lo Studio: Un Piccolo Museo dell'Anima

Oggi l'atelier di Sandulli si trova sul terrazzo della casa di famiglia a Praiano, in Via Umberto I, 21. Qui, accanto al grande cedro del Libano piantato insieme al padre nel 1965, Paolo continua a creare e ad accogliere visitatori su appuntamento.

Lo studio è "un piccolo museo che raccoglie una collezione", come lo definisce lui stesso – un rifugio di autenticità che racconta non solo le sue opere, ma anche la storia degli artisti che hanno attraversato la Costiera. Celebrità internazionali come Harrison Ford, Pierce Brosnan, la Baronessa Rothschild e Sharon Stone hanno visitato il suo atelier. "Sharon Stone arrivò scalza, senza preannunciare la sua visita", ricorda sorridendo. "Non l'avevo riconosciuta".

La Costiera Amalfitana: Rifugio, Ispirazione, Responsabilità

Per Paolo Sandulli, la Costiera rappresenta tutto. "Devo tutto alla Costiera, mi corrisponde completamente", confessa. "È così bella e spesso mal utilizzata per la sua qualità, come una donna che dovrebbe fare una regina. Ho un grande senso di riconoscenza. Anche in tutti i momenti in cui ho avuto difficoltà, sono sempre venuto a rimarginare le ferite in Costiera".

La sua visione della Costiera è quella di un luogo che "rende ancora liberi gli artisti", un rifugio "per coloro che vogliono rinascere, senza essere clamorosamente a contatto con i pericoli". Ma è anche una terra che porta con sé responsabilità.

"L'elemento commerciale prevale su tutto, a discapito della cultura", osserva con rammarico. "Manca la capacità di far diventare memoria questo patrimonio e di valorizzarlo". Sandulli si batte fortemente per riportare i valori dell'autenticità contro la commercializzazione sfrenata, contro il mondo di Instagram e degli status symbol.

Il suo sogno? "Vorrei che fosse creato un museo per gli artisti che hanno vissuto e operato in Costiera, che hanno lasciato il loro segno, i loro messaggi. La memoria, le opere rimangono e rimane la possibilità di mettersi in contatto con le generazioni che verranno". Un progetto ambizioso sarebbe avere una location museale che possa ospitare mostre di grandissimo valore, considerando "tutti gli artisti incredibili che hanno transitato in Costiera, dal Grand Tour in poi".

Gli Hotel Come Case Patrizie: Custodi dell'Arte

In assenza di sedi museali adeguate, Sandulli riconosce il ruolo fondamentale che gli hotel svolgono nella valorizzazione dell'arte locale: "Gli hotel in Costiera sono un po' come una casa patrizia del passato, sopperiscono alla mancanza di una sede museale, e danno visibilità e opportunità ai turisti di conoscere questo lato artistico della Costiera".

È esattamente questa la filosofia dell'Hotel Margherita: creare un dialogo tra ospitalità e cultura, offrendo ai nostri ospiti non solo comfort e bellezza, ma anche l'opportunità di incontrare l'anima vera di questi luoghi attraverso l'arte di maestri come Paolo Sandulli.

Un Invito al Viaggio Lento

"Mai arrivare in Costiera con la fretta", ammonisce Paolo. "Il viaggio è anche la capacità di mettere in discussione tutto ciò che hai imparato e capire quello che hanno fatto altri in altro modo".

Le sue parole sono un invito a rallentare, a guardare oltre la superficie patinata, a cercare nei dettagli quella bellezza che emerge "dalla consapevolezza di sé". Come il pescatore ritratto nelle sue opere: "Certo, non è Marlon Brando, ma il suo essere bello è dato dalla consapevolezza di se stesso".

La speranza di Paolo – e la nostra – è che i giovani del posto possano mettere in piedi un progetto futuro che coinvolga il mondo in Costiera Amalfitana, non solo per il turismo, ma anche per l'arte e la cultura.

All'Hotel Margherita siamo orgogliosi di essere tra i primi sostenitori del lavoro di Paolo Sandulli. Le sue opere non sono semplici decorazioni, ma finestre sull'anima della Costiera, custodi di una memoria che rischia di essere spazzata via dalla frenesia del turismo di massa. Vi invitiamo a prendervi il tempo di conoscere la sua arte durante il vostro soggiorno, e magari a visitare il suo atelier per incontrare questo straordinario custode della bellezza.

Per informazioni sulle opere di Paolo Sandulli presenti in hotel o per prenotare una visita al suo studio durante il vostro soggiorno, il team dell'Hotel Margherita sarà lieto di assistervi.

Atelier Paolo Sandulli - Via Umberto I, 21, Praiano - Visite su appuntamento: +39 339 440 1008

 

Email: info@hotelmargherita.info
Telefono: +39089874628
Whatsapp: +393337166631

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Data di ultimo aggiornamento della presente pagina in materia di Accessibilità: 25 giugno 2025